Scriviamo la storia

Ogni canale di comunicazione ha il suo codice di comportamento, il suo stile. Sono anche diverse le sue vocazioni: non è detto che un cronista bravo alla radio o alla televisione sia altrettanto bravo a scrivere, e viceversa: è piuttosto vero il contrario. C'è però un criterio, per giudicarne la bravura, che vale tanto per gli uni quanto per gli altri. I cronisti, quale che sia il mezzo di comunicazione, si dividono in due categorie.

Quelli la cui priorità è raccontare quel che è successo e quelli la cui priorità è dimostrare quanto sono, essi stessi, brillanti, intelligenti e colti. Nel caso della cronaca scritta, quelli che vogliono dimostrare di essere brillanti e colti esordiscono per lo più con una similitudine, o una reminescenza letteraria; e poi nella stesura del <> divagano, ricamano di continuo, come se il lettore avesse tempo da perdere. Spesso bisogna leggere mezza colonna per capire che cosa sia successo. Le nostre storie sono in 1000 batture per evitare divagazioni e andare dritti al punto.

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