Nagaya Etiopia

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LOCATION
Etiopia

QUANDO
Dal 27 Ottobre al 06 Novembre 2017

ACCOMPAGNATORE
Giovanni Miceli

ORGANIZZAZIONE TECNICA: AFRONINE TOUR & COMPAGNIA DEL MAR ROSSO

QUANTO
2.150,00 EURO

DURATA
11 giorni - 10 notti




Se vivi sulla norma della natura, non sarai mai povero; su quella delle opinioni, non sarai mai ricco.

Epicuro, IV-III sec. a.C.




  • Egypt Air

    1° GIORNO: 26 dicembre

    Italia - Etiopia

    Partenza per Addis Abeba con volo di linea

  • Addis Abeba

    2° GIORNO

    da ADDIS ABEBA a SODO circa 6 ore

    Arrivo in Addis Abeba nelle prime ore della mattina.Dopo colazione immediata partenza per Sodo, passando sulle alte montagne dell'altopiano etiope. Si attraversa la zona di etnia Oromo, passando per Butajira e iniziando a lasciarsi alle spalle le cittadine e la piccola cintura industriale di Addis. Qui si coltivano sorgo, teff, orzo e altri cereali, questo è considerato il polmone agricolo dell'Etiopia. Arrivo a Sodo in prima serata e prenottamento allo Zeleke Hotel.

  • Konso

    3° GIORNO

    da SODO ad ARBA MINCH circa 2 ore

    Partenza di primo mattino attraversando le regioni abitate dai Guraghe e dai Wolayta.L'area a est del fiume Gibe per centinaia di anni è stata la patria di uno dei più notevoli e laboriosi popoli dell'Etiopia: i Guraghe. I popoli Wolayta si differenziano dai loro vicini sia per la pelle più chiara e lineamenti regolari sia per la bassa statura che li caratterizza. Sono famosi per la coltivazione della falsa banana e la costruzione di particolari case, capanne di grandi dimensioni che hanno la forma di alveare, con uno o più uova di struzzo poste sulla sommità del tetto quale simbolo di fertilità. Sono inoltre ammirati per essere anche abili tessitori. All'arrivo ad Arba Minch, la città delle "40 sorgenti", escursione al Netcisar National Park, rifugio degli endemici Swaynes Hartbeest. Questo parco viene considerato uno dei parchi più belli d’Etiopia. L’habitat è molto vario e comprende tratti di savana, boscaglia e foreste che nel suo insieme hanno un inestimabile valore in biodiversità. Il Parco fu realizzato per proteggere una specie di antilope piuttosto rara (Alcephalus Buselaphus Swaynei) di grandi dimensioni e dal mantello color cioccolato che arriva a pesare fino a 250 kg. Il Parco comprende anche il cosiddetto “Ponte del Paradiso” o “Ponte di Dio”, si tratta di un stretto corridoio collinoso ricoperto da foresta che divide il lago Chamo dal lago Abaya che sono i laghi più grandi della Rift Valley in territorio etiope. I due laghi si differenziano per il colore delle acque, quelle del lago Chamo sono di tonalità sul blu, quelle del lago Abaya color rame. La foresta del Ponte del Paradiso è l’habitat di numerosi animali e in cima ad una collina c’è un bellissimo view point sul panorama circostante. Il posto migliore per avvistare gli animali è la savana, qui si possono vedere antilopi, dik dik, iene, zebre, facoceri, babbuini, più difficilmente si possono avvistare licaoni, leopardi, sciacalli. Lungo le sponde del lago è facile avvistare i coccodrilli giganti che arrivano a misurare fino ad 6 metri di lunghezza, nel Parco ci sono inoltre circa 300 specie di uccelli.Nel pomeriggio escursione in barca sul lago Chamo, a circa 1200 metri di altitudine, e potremo comodamente osservare dalla barca, tra le canne mosse dalla brezza del vento e dal moto ondoso, enormi ed impressionanti coccodrilli, tra i più lunghi dell’Africa, ippopotami, e infinite specie di uccelli. A parere di molti un’escursione estremamente interessante.Cena e pernottamento al Swaynes Lodge.

  • Arbore

    4° GIORNO

    da ARBA MINCH a JINKA circa 4 ore

    Colazione e partenza per il villaggio di Chencha, che si trova ad un’altitudine di 1600 metri sul gruppo montagnoso del Guge che raggiunge, nei picchi più elevati, i 4.200 metri, e al paese dei Dorze. Popolo di laboriosi agricoltori anch’essi appartenenti al gruppo linguistico ometo, sono conosciuti soprattutto per gli indumenti di cotone che confezionano con vera maestria: sono anche abili tessitori. Singolare ed elaborata la struttura delle capanne, a forma di obice, alte anche 15 metri, costruite con bambù intrecciato montato su una struttura portante anch’essa di canna di bambù e rivestite di foglie di ensete, pianta tipica dell’altopiano etiope apparentemente simile al banano. Il territorio abitato dai Dorze, anticamente coperto da foresta tropicale, ha in parte cambiato aspetto: grazie al loro tenace lavoro vaste zone sono terrazzate così da favorire l’agricoltura. Nonostante ciò non si ha l’impressione che qui la natura sia stata addomesticata, anzi, la vegetazione è ancora così lussureggiante che chiude ogni prospettiva visuale. La prima cosa che colpisce, visitando il villaggio di Chencha, è la rigogliosa vegetazione equatoriale dalla quale spuntano, come tanti isolati obici grigi e fumanti, le tipiche capanne di bambù che, sia nello stile che nel metodo costruttivo, non si ritrovano in nessun’altra zona dell’Etiopia. Queste capanne non hanno camini per cui il fumo prodotto dalla combustione del fuoco che alimenta la cucina all’interno della capanna, esce in più punti dagli interstizi del rivestimento. Proseguimento per Jinka, addentrandoci nella regione dei popoli Konso, Derase, Tsemay Ari e Benna. Jinka è il crocevia di grande importanza per tutta questa area. La sua grande piazza centrale in terra rossa si anima ogni sabato grazie al mercato che attira qui molti Benna e Ari che vivono nel circondario. Nel lato settentrionale della piazza, sotto i portici, si trovano alcuni negozi di sarti che tuttora lavorano con vecchie macchine da cucire Singer. Cena e pernottamento in hotel a Jinka.







  • Hamer

    5° GIORNO

    da JINKA a TURMI

    Raggiungiamo il Mago National Park, che comprende quelle terre dalla natura selvaggia e senza confini che si estendono ad est del fiume Omo ed è formato principalmente da savana aperta e arbustiva con ampie zone forestali intono ai corsi d’acqua. Questo parco è stato costituito per proteggere il gran numero di animali che si ritrovano in quest’area come bufali, giraffe ed elefanti. Tipici di questo habitat secco sono gli uccelli, qui in particolare si trovano otarde, tessitori, storni, uccelli del corno ed i martin pescatore che si nutrono lungo il fiume Neri. Questa zona, esplorata solo un centinaio d’anni fa da Vittorio Bottego è d’allora rimasta pressoché intatta e le popolazioni che la abitano vivono allo stato di natura e isolate dal mondo, conservando arcaiche tradizioni fuori dal tempo e lontane da ogni logica occidentale. Si potranno visitare le popolazioni Mursi, coltivatori e allevatori, che occupano vaste aree del Mago e sono probabilmente la tribù più ammirata della Valle dell’Omo meridionale. Le loro capanne vengono realizzate con paglia e frasche su di una solida struttura di legno, all’interno vi convive l’intera famiglia composta da più generazioni. I Mursi hanno, come è consuetudine largamente diffusa tra le varie popolazioni della bassa valle dell’Omo, un amore morboso per la cura del corpo che si concreta qui nell’uso dell’ormai famoso e strano costume di deformare il labbro inferiore con l’introduzione del piattello labiale la cui grandezza determina la bellezza e la desiderabilità di una donna: una moglie con un grosso piattello labiale può costare al futuro marito anche venti o trenta capi di bestiame. Gli antropologi sostengono che questa antica arte corporale sia nata non per creare bellezza, ma per rendere la donna ripugnante e toglierle il valore venale causato dal commercio degli schiavi. L’abito tradizionale, formato da una lunga pelle di animale annodata sopra la spalla destra, rappresenta l’unico indumento indossato dalle donne. Nel pomeriggio ritorno a Jinka e proseguiremo per Turmi, patria di popoli Hamer. Gli Hamer sono un popolo pacifico e solidale che conta circa 15.000 individui, essi sono divisi per clan ed ogni clan ha propri particolari tabù e regole da rispettare. Il comando è gestito da un consiglio che riunisce i capi dei vari clan al quale spetta ogni decisione. Quale inconfondibile distintivo sociale la donna Hamer indossa il bignerè, collare di ferro che viene portato tutta la vita. Indossano vesti di capra impreziosite da conchiglie cauri e sfoggiano complicate acconciature a caschetto formate da sottili treccioline impastate con polvere d’argilla, burro o grasso animale.Cena e pernottamento in campo tendato al villaggio Hamer di Arna./p>

  • Karo

    6° -7° - 8° GIORNO

    Hamer

    Queste giornate sono dedicate alla condivisione con gli Hamer. Vivremo in tutto e per tutto secondo i loro ritmi, unendoci a loro per andare al pozzo a prendere l'acqua, per andare al mercato e in tutte le attività della giornata. Molte saranno le sorprese che questo popolo è in grado di darci, non ultima la cerimonia del Salto del Toro, alla quale potremo assistere se avremo un po' di fortuna. Cene e pernottamenti in campo tendato al villaggio Hamer di Arna.




























  • Jinka

    9° GIORNO: 01 gennaio

    da TURMI ad ARBA MINCH circa 6 ore

    Smontaggio del campo e saluto ai nostri amici Hamer. Se il tempo ce lo permetterà faremo sosta al mercatoi del sabato di Dimeka, poi riprenderemo il nostro trasferimento fino ad Arba Minch, dove riposeremo dopo la lunga giornata. Cena e pernottamento ad Arbaminch al Swaynes Lodge.

  • Yabelo

    10° GIORNO

    da ARBA MINCH ad ADDIS

    Ritorno via strada ad Addis Abeba attraversando le regioni abitate dai popoli Guraghe, ammirando paesaggi spettacolari e indimenticabili. Non è raro imbattersi in scene che sanno di antico: voluminose fascine che vengono trasportate a piedi fino ai centri di raccolta, gettati in terra per essere pestati dai cavalli per la sgranatura, a cui segue la battitura a mano. Con gesti immutati da secoli, uomini e donne, con un duro e faticoso lavoro liberano il chicco del cereale lanciandolo ritmicamente verso il cielo, il tutto utilizzando vecchi e arcaici strumenti in legno.Si raggiungerà la capitale nel tardo pomeriggio. Cena e trasferimento in aeroporto per il volo di ritorno in Italia

  • Addis Abeba

    11° GIORNO: 05 gennaio

    Etiopia - Italia

    Imbarco sul volo notturno di ritorno per l’Italia e arrivo a Milano in prima mattinata.

QUOTA BASE PER PERSONA IN CAMERA DOPPIA

2.150,00 EURO


SUPPLEMENTI EXTRA

  • Camera singola 260,00 EURO

La quota base include:

  • volo aereo Ethiopian Milano Addis (via Roma, scalo tecnico)
  • tutti i trasferimenti
  • autista-guida parlante inglese
  • trattamento di pernottamento e prima colazione ad Addis
  • pensione completa con bevande durante tutto il resto del viaggio
  • permessi di ingresso ai parchi e guide locali

La quota base NON include:

  • Tasse aeroportuali 215,00 EURO
  • Assicurazione annullamento obbligatoria 47,00 EURO
  • Visto d’ingresso Etiopia da saldare all’arrivo 50,00 USD
  • Mance 50,00 EURO suggerita
  • Tutto quanto non indicato in programma e alla voce “la quota comprende”

PENALI ANNULLAMENTO VIAGGIO

  • 25% della quota di partecipazione fino a 90 gg di calendario prima della partenza
  • 50% della quota di partecipazione da 89 a 60 gg di calendario prima della partenza
  • 90% della quota di partecipazione da 59 a 30 gg di calendario prima della partenza
  • 100% della quota di partecipazione dopo tali termini
Giovanni Miceli

NOME

Giovanni Miceli

DATA DI NASCITA

31/10/1973

RUOLO

Accompagnatore

PROFILO

Ho studiato psicologia e sono laureato in pianoforte classico. Per anni ho insegnato questa affascinante materia. Ho suonato per professione, insegnato per vocazione e viaggiato per passione. Oggi suono per piacere personale e viaggio per professione. O meglio organizzo viaggi e accompagno persone alla scoperta di luoghi meravigliosi e unici. Per diversi anni mi sono dedicato quasi esclusivamente ai viaggi subacquei in Mar Rosso, Maldive, Costa Rica e Indonesia. Oggi ho finalmente messo "la testa" fuori dall'acqua visitando soprattutto paesi con un alto contenuto antropologico come l'Etiopia e il Tibet. Per me il viaggio è scoperta, curiosità, condivisione e arricchimento. Le sorprendenti culture che incontriamo durante le nostre spedizioni hanno tanto da insegnarci. Viaggiare apre la mente e rende liberi e per questo, quando possibile, porto con me la mia bambina di 4 anni. Mi piace pensare che da ogni viaggio tutti possano portare a casa insegnamenti utili a una crescita personale e sociale. Fotografando, scrivendo ma soprattutto usando gli occhi e il cuore.

CITAZIONE PREFERITA

Non ho mai incontrato un uomo così ignorante dal quale non abbia potuto imparare qualcosa

Galileo Galilei, 1594

CONTATTI

ACQUISTI

L’artiginato locale propone collane, bracciali e orecchini in osso e pietre, oggetti vari e statuette in legno. Verrete consigliati adeguatamente in modo da evitare incauti acquisti di oggetti non originali, di qualità e valore inferiori a quelli autentici. Il nostro consiglio è di acquistare direttamente nei mercati locali o addirittura per strada.

ABBIGLIAMENTO

Vivamente consigliato lo stile “a cipolla” in modo che ci si possa facilmente coprire e scoprire secondo la situazione in cui ci si trova. Per gli indumenti personali si consigliano canottiere e mutande in cotone, calze in cotone e in lana, maglie con maniche corte e lunghe in cotone, pantaloni lunghi comodi e robusti, un paio di pantaloni corti, felpa e maglione di medio peso. Cappello, k-way e 2 paia di scarpe leggere da trekking. Per i pernottamenti in tenda si consiglia munirsi di: salviette rinfrescanti, asciugamano piccolo, torcia con batterie ricaricabili, burro cacao e crema idratante (il vento può essere molto secco e polveroso), crema solare protettiva e occhiali da sole.

CASSA COMUNE

Per spese di gruppo come mancia ai capi villaggio, permessi fotografici ecc. si istituirà una cassa comune che verrà richiesta ad ogni partecipante a inizio viaggio e gestita dal capo spedizione.

CLIMA

Il clima, nei periodi dei nostri viaggi, è caldo umido. Ad Addis che si trova a 2.400 metri di altezza, le giornate sono tiepide e le notti fresche, man mano che ci si sposta verso Sud scendendo di quota, la temperatura aumenta fino a raggiungere picchi di 35 – 40 gradi nella piana dell'Omo.

COMUNICAZIONI

La copertura per la rete cellulare è presente nelle maggiori città e in alcune zone remote ma non con continuità.

CUCINA E BEVANDE

La cucina tradizionale etiope è a base di carne di capra. Sicuramente il viaggio in Etiopia non sarà ricordato per l’ottima qualità del cibo! Durante il campo tendato saranno la nostra guida e il cuoco da campo a occuparsi della cucina, che per ragioni sanitarie sarà molto semplice ed essenziale: riso, vegetali cotti, scatolame, frutta.

FOTOGRAFIA E VIDEO

Come in tutto il resto del mondo è vietato fotografare: aeroporti, ponti, installazioni militari e militari in divisa. Altri suggerimenti verranno via via forniti dalle nostre guide.

FUSO ORARIO

La differenza con l’Italia è di +2 ore ( +1 quando in Italia è in vigore l’ora legale).

HOTEL E CAMPO TENDATO

E’ importante comprendere come un viaggio nell’Etiopia del Sud non abbia come obiettivo principale la sistemazione in hotel di livello. Lo scopo del viaggio sarà quello di essere nei posti giusti per avere un contatto genuino e diretto con le varie popolazioni della Valle dell’Omo. Ci troviamo in zone remote, dove spesso acqua corrente e luce non sono presenti.Gli alberghi a disposizione, seppur selezionati tra i migliori, saranno spesso basici e spartani. E’ necessario avere spirito di adattamento e flessibilità, ma di certo tutti questi compromessi saranno ampiamente ripagati dagli incontri e dall’atmosfera unica e spettacolare nella quale vivremo la nostra avventura.La scelta degli alberghi viene effettuata dal nostro fidatissimo referente locale, il quale ci proporrà la migliore sistemazione in base alla sua ottima conoscenza del territorio.Trascorreremo alcune notti in tenda, nella zona di Turmi e Konso. Il campo viene allestito dallo staff, così come la cucina sarà organizzata dal capo spedizione e verranno serviti sempre piatti caldi.Le tende e il materiale da campeggio è in dotazione all’organizzazione locale. Chi lo desidera potrà portare dall’Italia il proprio sacco a pelo.In alcune località la tenda è preferibile alla sistemazione in hotel, in quanto fornisce anche la possibilità di vivere l’esperienza unica di pernottare nel mezzo della savana con un tetto di stelle sopra la testa.

LINGUA

La nostra guida locale parla inglese.

MANCE

E’ buona norma lasciare la mancia per i servizi ricevuti dal nostro staff locale. Non esiste una quota fissa, consigliamo di lasciare al capo spedizione una mancia di 50 euro a persona a fine viaggio, sarà poi lui a suddividerla tra tutto il personale staff.

MEDICINE

Portare con sé tutte le medicine di uso personale, inoltre è sempre bene avere un analgesico comune, un antipiretico, antidiarroico tipo Dissenten, cerotti,disinfettante e una buona scorta di sali minerali in bustina.

TEMPI E DISTANZE

Abbiamo segnalato le distanze che copriremo e i tempi di percorrenza in modo indicativo; il tempo di un trasferimento dipende dalle condizioni stradali (sempre diverse e imprevedibili) e dagli incontri che ci suggeriranno le varie fermate. L’autista saprà indicare i posti migliori dove potersi fermare a fotografare.

TRASFERIMENTI

Spostamenti effettuati a bordo di jeep Land Cruiser 4x4 da 3 o 4 posti più l'autista, su strade asfaltate, sterrate o piste non sempre in buone condizioni.

VACCINAZIONI

Al momento nessuna vaccinazione è obbligatoria per entrare in Etiopia. Consigliata la vaccinazione contro la febbre gialla. Altri consigli di vaccinazioni di tutela sono: antitifica e anti epatite. Consigliata profilassi antimalarica con Malarone (consigliato) o Lariam (sconsigliato).

VALUTA

In Etiopia ha corso legale il Birr. Non è necessario munirsi di Dollari USA se non per il visto d’ingresso. E' possibile cambiare Euro in Birr in tutte le banche di Addis. Carte di credito non accettate. Munirsi di contante adeguate alle proprie esigenze.

VISTI

Fornire scansione del passaporto. Il passaporto dovrà avere validità di minimo 6 mesi dalla data di rientro in Italia e 2 pagine libere affiancate. Il visto etiope viene rilasciato in aeroporto con pagamento di 50 dollari.

VOLTAGGIO

La corrente in Etiopia è 220 volts. Si consiglia di munirsi di adattatore universale, anche se in molti hotel ci sono prese di tipo europeo. I black out sono possibili soprattutto fuori dalle principali città. Nel campo tendato non vi è elettricità, molto utile quindi una torcia elettrica.

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