Storie di Mille Battute

Tutte le nostre storie, raccolte nei viaggi di una vita. Reportage di esperienze vissute sul campo, raccontate con immagini e parole.

Cercando appigli

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21 04, 2017
BACKSTAGE

Workshop Bucarest Porno Bloc - Romania Testo e immagini di Renata Jurowska


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Storia in Mille Battute

Scendo dall'aereo e vado incontro alle persone: un brivido, gente senza volto. Poi, finalmente, trovo i miei compagni di viaggio. Ci scambiamo alcune indicazioni sul da farsi: consigli e astuzie che si possono utilizzare per “non farsi fregare”, per esempio prenotare un taxi dall'aeroporto attraverso un telefono di sicurezza. Mi viene voglia di tornare immediatamente a casa, prendo un respiro.
Arrivo all'albergo con la speranza di rilassarmi un attimo. Qui mi dicono di attendere: c'è stato un imprevisto. Finalmente in stanza poso le mie cose, mi rivesto velocemente e vado incontro a questa città che mi è sconosciuta del tutto.
Camminando mi sconvolge il contrasto: una sorta di antica Parigi del Settecento soffocata e decaduta in mezzo a blocchi architettonici del periodo sovietico: cemento che spacca l'armonia creando un senso di soffocamento, un'immagine depressa.
Su internet leggo che durante la Seconda guerra mondiale c'è stato un terremoto e in seguito, per riempire i vuoti delle macerie, il Presidente Ceausescu ha pensato bene di sostituire le opere d'arte dei tempi passati con questo obbrobrio per i sudditi del suo impero. Una casa bianca delle dimensioni del Pentagono e ai due lati dei palazzoni enormi che delimitano la via, la più prestigiosa di Bucarest, che prende il nome dalla regina Elisabetta. Ma basta girare l'isolato e si intravedono le chiese, soffocate dal cemento. E li che passa l'esistenza della gente abbandonata, ubriacandosi fino a pisciarsi addosso.
Cammino ancora, voglio vedere qualcosa di positivo a cui appigliarmi. Invece è solo sporco: la spazzatura e la gente che ha perso la propria espressione e che mi sfiora senza percepire la mia fantasmagorica presenza. Io invece sento il loro respiro alcolico, vedo i loro volti depressi e unti come le vetrine dei negozi.
La musica è quella commerciale degli anni Ottanta: sono passati venticinque anni da quando la ascoltavo e il ricordo non ha nulla di piacevole. Così non hanno nulla di piacevole i negozi, non spingono a entrarci. Mi sforzo e faccio un tentativo di trovare un po' di umanità. Quando mi avvicino a un commesso, questo, diffidente, cerca di fregarmi sul prezzo e con il resto. Poveri, d'animo e non solo.
La sera tardi, tornando nel centro città mi appaiono i locali notturni. I turisti vengono invitati a entrare mentre nei pub accanto i giovani locali si stordiscono di alcol fino al mattino.
Mi consolo della compagnia di chi mi è accanto, di fronte a un piatto gustoso contornato da verdura. Penso a come lasciarmi alle spalle tutta questa tristezza, immagino il ritorno a casa dove pianificherò il prossimo viaggio.

Renata Jurowska, 2017

Renata Jurowska

Renata Jurowska, sono nata in Polonia, da vent’anni vivo in Italia. Lavoro nel settore sociale con incarico presso delle comunità per le minori con delle loro diverse problematiche. Amo viaggiare e conoscere il mondo, da qualche tempo mi sono avvicinata alla subacquea e all’apnea. Il mio sport preferito e’ correre in mezzo alla natura. Adoro viaggiare in moto e mi piace stare in mezzo alla gente. La fotografia per me e’ il piacere di fissare momenti di vita, non cerco mai l’inquadratura perfetta.

Mi sono ispirata a una poesia di Emily Dickinson che diventata la ragione del mio costante impegno sul lavoro, non solo in senso pratico ma anche emotivo ,come la crescita personale;
Se io potrò a impedire a un cuore di spezzarsi
Non avrò vissuto in vano
Se potrò alleviare il Dolore di una vita
O lenire una Pena
O aiutare un Pettirosso caduto
A rientrare nel suo nido
Non avrò visuto in vano

1 commento

  • Link al commento fausto Lunedì, 24 Aprile 2017 12:13 inviato da fausto

    Una descrizione della realta' che non lascia spazio all'mmaginazione,la cruda situazione di Bucarest ..l'autrice del pezzo dimostra abili capacita' descrittive illustrandoci uno spaccato della triste realta' senza soffermarsi su inutili pietismi.. sentiremo ancora parlare di lei?io penso di si!

    Rapporto

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