Tritanomalia

Tritanomalia
28 11, 2017
BACKSTAGE

Un workshop in Marocco alla scoperta di Fez e Chefchaouen TESTO di Lorenzo Mazzoni e IMMAGINI di Margherita Taras, Filomena Oppido, Maurizio Coreggioli, Marco Rebuffi, Rossella Ventricelli, Giuseppe Valleggi, Massimo Bicciato, Barbara Gallo, Cristina Arosio, Anna Decessi


Galleria fotografica


Storia in Mille Battute

Oggi mi hanno già fotografato centotrentacinque volte. Sono dappertutto. Il dito tremante. Con le loro macchine fotografiche, i loro smartphone, i loro cellulari venuti dal futuro. Capita a tutti, è il destino di chi vive a Chefchaouen: esci di casa ed eccolo lì, il turista pronto a immortalare te e i muri dipinti nelle mille sfumature d'azzurro. Mia madre ha imparato a fare le scale dei vicoli al contrario per non essere fotografata in faccia; mio padre non esce più di casa, se ne sta rintanato in cucina a fumare il kif dentro il suo lungo sesbi di legno, ricordando con rammarico quando la città apparteneva soltanto ai suoi abitanti.
Io non me la prendo. È grazie ai visitatori che posso sopravvivere. Io sono una guida turistica. La cosa buffa è che soffro di tritanomalia, una forma di daltonismo per il colore blu, la percezione cromatica è modificata: vedo i muri di Chefchaouen opachi. Mostro le meraviglie del luogo in cui vivo senza percepirle come tali. Improvviso, in ogni lingua, per una platea di stranieri curiosi e spaesati. Lo faccio bene, qui siamo artisti in questo.
Le pareti esterne della mia casa le ho dipinte io stesso. Gli amici mi prendono in giro perché vivo nell'unica abitazione viola della città blu. Mi reputano un originale, un anarchico, un ribelle. Scrollo le spalle e vado avanti. Mi vesto in modo elegante e vado su e giù per le scalinate, lungo il fiume, alle sorgenti di Ras al-Ma, nella piazza di Uta al-Hamman. Mi fermo a bere un atay alla menta al Cafè Asmara, a ridosso di Bab Souk, a gustarmi le trattazioni del mercato della frutta e della verdura, a osservare il vecchio Mulay che fuma erba di Ketama ascoltando musica tradizionale con il suo piccolo e desueto cellulare.
Un tempo qui c'erano gli esiliati andalusi e quelli ebrei ed era considerata come una città sacra, dove era proibita l'entrata agli stranieri. Fa sorridere pensarci oggi che Chefchaouen e i suoi abitanti sono diventati soggetti imprescindibili per foto ricordo da portarsi in Europa, Asia e America.
Oggi mi hanno già fotografato centotrentacinque volte e il muezzin deve ancora chiamare alla preghiera del ṣalāt al-maghrib: quella del tramonto. Il mio abbigliamento da dandy berbero delle montagne piace ai visitatori. Preferiscono scattare piuttosto che ascoltare. Provo a capirli. A farmi contagiare dalla loro eccitazione. Ma il blu per me è un colore deprimente, non delineato. Estraneo.
Tornerò nella mia casa viola col buio, quando le strade diventano territorio del milione di gatti che vivono a Chefchaouen. Tornerò da mia madre, impersonificazione di un gambero maghrebino, e da mio padre, l'ovattato fumatore di sesbi. Sfoggerò la mia eleganza davanti allo specchio.

Lorenzo Mazzoni, 2017

Lorenzo Mazzoni

Lorenzo Mazzoni è nato a Ferrara nel 1974. Ha abitato a Londra, Istanbul, Parigi, Sana’a, Hurghada e ha soggiornato per lunghi periodi in Marocco, Romania, Bulgaria, Vietnam e Laos. Scrittore, saggista e reporter ha pubblicato numerosi romanzi, fra cui Il requiem di Valle Secca (Tracce, 2006; finalista al Premio Rhegium Julii), Apologia di uomini inutili (Edizioni La Gru, 2013), Quando le chitarre facevano l’amore (Edizioni Spartaco, 2015; Premio Liberi di Scrivere Award). È il creatore dell’ispettore Pietro Malatesta, protagonista dei noir (illustrati da Andrea Amaducci ed editi da Koi Press) Indagini di uno sbirro anarchico (2011), La Tremarella (2012), Termodistruzione di un koala (2013), Italiani brutta gente (2014), Il giorno in cui la Spal vinceva a Renate (2015). Diversi suoi reportage e racconti sono apparsi su Il manifesto, Il Reportage, East Journal, Scoprire Istanbul, Reporter e Torno Giovedì. Il suo ultimo romanzo, Il muggito di Sarajevo (2016) è stato pubblicato da Edizioni Spartaco. È docente di scrittura narrativa per Corsi Corsari a Milano, Monza, Como, Ferrara, Lecco e Bologna, consulente editoriale per diverse case editrici italiane e straniere, e responsabile della piattaforma di servizi editoriali ThinkABook. Nel 2015 è entrato a far parte di Mille Battute. Collabora con Il Fatto Quotidiano. I suoi libri sono tradotti in spagnolo, romeno e inglese.

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