Terra rossa

Terra rossa
13 01, 2015
BACKSTAGE

E' il colore della terra, quello che colpisce di più in questo viaggio nella valle dell'Omo River. E' un colore che permea tutto e che penetra nella vita di chi vive in questa regione. Ad ogni angolo una sfumatura rossastra ti sorprende. Dilavato dalle piogge o accentuato dagli ultimi raggi del tramonto, rimane una delle caratteristiche più affascinanti dei panorami di queste zone.

Galleria fotografica


Storia in Mille Battute

È ovunque nel sud dell’Etiopia: ai lati delle strade, nelle foreste, nelle acque limacciose dei laghi. La terra rossa è nei termitai che si alzano a sfidare il cielo. È nei muri delle misere case di fango screpolato degli Ari e nei vivaci colori dei tukul Sidamo. È nelle nuvole di polvere sollevate dagli automezzi e dal vento. È nel paesaggio, nelle ferite del suolo e della boscaglia, nei pendii dilavati dalle piogge, nei rigagnoli che corrono dappertutto dopo un acquazzone. È mischiata al burro nelle acconciature delle donne Hamer e Banna, è sulle conchiglie che adornano le loro vesti di pelle di capra, è nei disegni che ricoprono il viso dei Karo. La terra rossa è sui piedi di donne che camminano per chilometri, cariche di acqua e legna. È sui vestiti di bambini che curano animali cinque volte più grandi di loro e di bimbe che portano sulle spalle i fratelli appena più piccoli. È sulle mani di uomini che scavano pozzi e arano terre. È negli occhi di chi ne conserva un ricordo profondo.

Enrico Madini

Enrico Madini

Sono medico e istruttore subacqueo. Fotografo solo per passione. Ho trascorso parte della mia infanzia a viaggiare in tutta Italia, seguendo mio padre costretto a muoversi per il suo lavoro. Ho persino vissuto da piccolo due anni in Tunisia, paese di cui ho ricordi vivissimi: le onde del deserto, il vento caldo, i tramonti infuocati. Ho trascorso complessivamente più un anno in Kenya e a Zanzibar. Ho viaggiato in tutto il mondo per scoprire le meraviglie dei fondali marini, ho viaggiato per vedere, ho viaggiato per fotografare, ho viaggiato per evadere... come molti ho viaggiato anche per dimenticare. La passione per la fotografia, nata inizialmente per ricordare le barriere coralline e i mari blu, in seguito si è concentrata sui reportage e sulla fotografia di viaggio. Con le mie macchine cerco di fermare attimi, impressioni, episodi e ricordi. Non sono un fotografo naturalista: mi interessano le persone, le etnie, le storie, i riti, le cerimonie. Tutti ci possono insegnare qualcosa: valori perduti, capacità di vivere il tempo, punti di vista alternativi. Il viaggio serve a questo, a scoprire in altri o grazie ad altri qualcosa di noi. Ma, soprattutto, a scovare possibilità, infinite possibilità...

PREMI E RICONOSCIMENTI

- La fotografia Dancalia si è classificata prima nel concorso “Mondo – Passione senza confini 2015” organizzato dalla Lonely Planet Italia.
- La fotografia Dancalia è stata selezionata tra le dieci immagini finaliste nella Categoria Travel Sezione Non Professionisti del Sony World Photography Award 2015
- Il reportage “Donne Frustate” sulle donne Hamer in Etiopia si è classificato al terzo posto nel Premio Passaggi 2014.
- Il video subacqueo “Caccia” ha ottenuto nel 2001 il Premio Speciale della Giuria di Antibes e nel 2002 il Primo premio nel concorso videosub di Faenza, il Primo premio nel concorso della Historical Diving Society di Viareggio e il terzo posto nel concorso di Rognac sur Mer.
- Dal 2013 collaboro con il sito Mille Battute


CITAZIONE PREFERITA

La felicità è conoscere e meravigliarsi.

Jacques-Yves Cousteau, 1960

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