Avevo solo diciotto anni

Avevo solo diciotto anni
19 12, 2016
BACKSTAGE

Una riflessione su Piazza Fontana, 47 anni dopo. Testo e immagini di Maurizio Coreggioli


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Storia in Mille Battute

12 dicembre 2016, ore 16:37. Per molti, moltissimi sono una data e un’ora che ormai non dicono più nulla. Me ne sono reso conto passeggiando a Milano tra le bancarelle, nel centro cittadino tra piazza Fontana e piazza del Duomo. Il clima natalizio, lo shopping, il via vai frenetico della gente non lasciano spazio a nessun ricordo.

12 dicembre 1969, ore 16:37. Avevo solo diciotto anni e qualcosa era successo: una bomba aveva devastato il salone centrale della Banca Nazionale Dell’Agricoltura in piazza Fontana a Milano provocando diciassette morti e ottantacinque feriti.

Ci sono date e momenti che inevitabilmente segnano un periodo, un’epoca. Ripercorrendo gli articoli dei giornali di allora, quella data era stata presa a riferimento come l’inizio della “strategia della tensione”, delle ingerenze straniere nella vita politica italiana; del resto eravamo in piena guerra fredda e tutto poteva accadere. Ma io avevo solo diciotto anni, ero all’ultimo anno delle scuole superiori, poi mi sarei affacciato alla vita: con che cosa in mano? Certamente con gli ideali: i fratelli Kennedy, Martin Luther King, i Beatles, il “sessantotto”, le prime occupazioni a scuola, i cortei contro la guerra del Vietnam, la voglia di dire no. No a che cosa? a un mondo che non riconoscevamo più come nostro, che volevamo cambiare. La bomba in piazza Fontana non è stata altro che una risposta del vecchio mondo a quel vento di cambiamento che ormai era nell’aria.

Il giorno del funerale io e i miei compagni, dalla vicina piazza Vetra, sede della scuola, ci eravamo incamminati verso piazza del Duomo. Una folla immane, un silenzio totale; anche il cielo, cupo e scuro, sembrava voler partecipare al dolore. Non ricordo altro di quel giorno: avevo solo diciotto anni.

Maurizio Coreggioli, 2016

Maurizio Coreggioli

MAURIZIO COREGGIOLI

Tutto cominciò a Milano a metà degli anni Settanta, quando, io e due amici comprammo in comune un ingranditore per stampare in casa le fotografie in bianco e nero. Ci sentivamo tutti dei piccoli Cartier Bresson e giravamo per la città con la reflex alla ricerca di qualcosa di particolare. Tutto quello che parlava di fotografia era oggetto di interesse. Sono nato a Milano nel 1951 e si può dire che da sempre ho fotografato. Agli inizi degli anni Ottanta ho iniziato a scoprire un nuovo mondo: la subacquea. Naturalmente ho portato la mia passione fotografica anche sott’acqua: la Nikonos III mi ha accompagnato fin dalle prime immersioni. Grazie alla subacquea ho cominciato a girare il mondo con viaggi finalizzati alle immersioni e alla fotografia subacquea: il Mar Rosso la prima meta e poi sempre più lontano. Ma poi la subacquea non mi è bastata più, ho sentito la necessità di scoprire altro: le persone e i luoghi, sempre da inquadrare nella mia reflex. La Foresta Amazzonica con le sue popolazioni ha rappresentato il trampolino di lancio per questo nuovo modo di viaggiare. Recentemente è stata l’Africa a coinvolgermi: Namibia, Botswana, Zambia, Sudan, Djibuti, Eritrea, Etiopia sono stati la logica conseguenza di un viaggio itinerante fatto in Marocco nel lontano 1977. Ma al di là dei luoghi è il viaggio in sé che rappresenta la meta.

CITAZIONE PREFERITA

L'unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell'avere nuovi occhi per vedere.

Marcel Proust, 1913

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