Ho sette anni

Ho sette anni
09 07, 2018
BACKSTAGE

Un workshop in Portogallo alla scoperta di Lisbona. TESTO e IMMAGINI di Sabrina Polo


Galleria fotografica


Storia in Mille Battute

Ho sette anni e corro come il vento. I miei capelli sono vortici neri che si gonfiano animando i miei pensieri. Ne ho tanti di pensieri perché ci sono tante cose da fare, qui, e forse è per questo che ho un sacco di capelli.

La zia numero 5, mi ha detto che hanno inventato una crema speciale che può renderli molto morbidi. Mia zia se ne intende perché è lei che pettina tutti nella nostra grande casa. Però non saranno mai così morbidi e lisci come quelli di una signora bionda che è venuta a trovarci, un giorno di giugno, e che mi faceva le fotografie. Li ho toccati ed erano davvero strani. Diversi.

La mia casa è grande; è fatta di tante strade dove posso giocare con i miei fratelli, che per adesso sono solo due, e con i miei amici. Eduardo è il mio migliore amico.

Ho un bel po’ di cugine più grandi di me che giocano a fare le fotomodelle; ho un cugino che va in giro con la moto a tutto gas e ci rincorre sempre; ho anche dei cugini piccoli che vanno all’asilo. L’asilo è a casa di una mia zia materna, la numero 12 mi pare, che si prende cura dei piccoli quando le mamme sono al lavoro e i papà in prigione; tutti i bambini piccoli che non sanno arrangiarsi da soli, come faccio io, vanno lì e non c’è bisogno di prenotarsi perché la zia accoglie tutti. In questo asilo si balla e la mia cugina Genziana sta diventando bravissima anche se ha solo due anni.
Se cammini per le strade della mia grande casa vedrai tanti disegni giganti. Sono le facce di persone importanti. Io sono piccolo, alcune cose non le ho capite tanto bene, ma tutti dicono che un altro mondo è possibile se la gente lo vuole.

Nella mia grande casa posso correre dove voglio, nessuno mi porta via. La mia grande casa è una favela, ma io ci sto una favola!

Sabrina Polo, 2018

Sabrina Polo

Dove vivo, il lavoro che faccio, i titoli di studio che ho conseguito sono fatti incidentali che raccontano poco o nulla di me.  Per scoprire chi sono vado alla scoperta del mondo intorno a me e delle persone che lo abitano. La fotografia...la amo come amo il silenzio, perché si fa in silenzio; come amo la la meditazione, perchè è un momento di profonda connessione con il mondo che ho intorno; come amo la generosità, perché occorre essere altruisti e dedicare tempo, tutto quello che serve, attenzione e pazienza; come amo la fiducia, perché è solo affidandoti all'intuizione e a ciò che di più grande sta sopra di noi che, per mezzo della fotografia, la realtà si mostra. Forse la fotografia è una scusa perchè quello che si fa con uno scatto si può fare col cuore. Però il cuore dimentica, si distrae, segue le ragioni del momento, è bizzarro. L'immagine che prendiamo, invece, è fedele, ha memoria e ci ricorda "chi" eravamo, "dove" eravamo in quell’istante. E' una testimone che tiene insieme i pezzi della nostra storia interiore e ci racconta di noi. 

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